tappeti

ACQUISTO TAPPETI

IL TAPPETO ORIENTALE

Con la definizione “tappeto orientale” si intendono genericamente tutti i tappeti annodati a mano di origine asiatica. Tuttavia l’enorme estensione della zona produttrice, la varietà di tecniche, di stili, di materiali impiegati, impongono classifiche particolari.

Il tappeto orientale si distingue in quattro gruppi: dell’Asia Minore o Anatolia, del Caucaso, della Persia o Iran, dell’Asia Centrale o Turkmenistan. Ad essi vanno aggiunti i tappeti prodotti in India e in Cina.

Si definisce antico il tappeto che risale a prima del 1800, vecchio quello realizzato fino al 1900, moderno o contemporaneo quello confezionato nel ventesimo secolo

Motivi ornamentali e simboli, l’importanza del colore 

Mentre poche sono le varianti tecniche del nodo e del materiale impiegato nella tessitura dei tappeti orientali, infinite sono le differenze delle composizioni e dei motivi ornamentali. Essi sono frutto delle diverse tradizioni, della mentalità e della religione dei vari paesi. Pur scambiandosi motivi e invenzioni, ogni grande gruppo di annodatori rimane fedele alla propria tradizione. Anche se nella produzione persiana dell’epoca di Marco Polo si trovano strani animali favolosi e fregi di origine cinese, anche se l’Asia Minore accoglie e fa suoi alcuni motivi caucasici geometrizzanti, il segno tradizionale rimane inconfondibile.

Il simbolismo è una questione discussa e affascinante: uno dei più validi esperti di tappeti orientali sostiene che le interpretazioni dei vari simboli vanno accettate con riserva, in quanto l’artigiano orientale considera il disegno un’opera d’arte, lo usa perché gli piace ed è portato ad ispirarsi al mondo della natura senza secondi significati.

I colori sono di fondamentale importanza e assumono un significato preciso. Ad esempio nessun vero musulmano userebbe il verde come colore principale, poiché essendo verde la bandiera del Profeta, tale colore è considerato sacro. Invece per un musulmano l’arancione rappresenta la devozione e la pietà.

Il nero è il colore che rappresenta il dolore per gli Occidentali, mentre per esprimere lo stesso sentimento i Persiani, i Cinesi e gli Indiani impiegano il bianco. Per i Persiani e i Cinesi l’azzurro è il colore del cielo, per i Mongoli invece è il colore dell’autorità e del potere, mentre il rosso è il colore della ricchezza e della gioia.

In Cina il giallo era il colore della terra e dell’imperatore (che indossava abiti di questo colore), il rosso quello del sole e il bianco quello della luna.

Il Kilim

Il Kilim è uno dei primi tessuti orientali e rappresenta l’antenato del tappeto vero e proprio. Esso è lavorato come un arazzo, ma in modo che sia il diritto sia il rovescio risultino uguali. Ai cambi di colore questo tessuto presenta delle piccole fenditure che lo rendono morbido e maneggevole come una stoffa. Oggi questa tecnica va scomparendo, ma un tempo i kilim si tessevano in quasi tutti i paesi orientali, mantenendo disegni e caratteri tipici. Erano utilizzati quotidianamente, sia dai nomadi sia dai popoli stanziali. Non è possibile stabilire il luogo e l’epoca in cui nacquero perché la loro origine è antichissima.

La Manifattura Reale dei Gobelins

Un particolare esempio di scambio culturale tra popoli che arricchiscono il carattere del tappeto è quello avvenuto nel secolo XVIII tra Francesi e l’Oriente, quando gli artigiani orientali furono chiamati in Francia per annodare i tappeti della Savonnerie (la Manifattura Reale dei Gobelins, trasportata da Luigi XIV nel 1662 alla Savonnerie, una vecchia fabbrica di sapone nei dintorni di Parigi, trasformata in orfanotrofio e insieme adibita a manifattura di tappeti). Al loro rientro in patria gli artigiani orientali trasferirono la propria esperienza francese in fatto di motivi ornamentali, impiegandola nella realizzazione di diversi tappeti, come i Bidjar, i Senneh, i Karabak e i Ghiordes.

PERSIA (IRAN)

I principali disegni ricorrenti nei tappeti persiani sono stelle e rosette, derivate da originali cinesi e arabi; i disegni che portavano il nome dello scià Abbas, tutti ispirati al giglio; il disegno del pino e delle foglie (Botèh Miri) che si ritrova in numerose varianti; il disegno Herati, comune a quasi tutti i tappeti persiani, che è più una composizione che un motivo: una rosetta di diamante centrale incorniciata da un rombo attorno al quale sono disposte quattro foglie lanceolate. Dello Herati spesso rimane solo un fiore stilizzato al centro di una composizione più o meno simmetrica in cui compaiono dei motivi a foglia ricurva. L’interpretazione simbolica è piena di interesse. Il crisantemo e il fiore di loto significano felicità e fertilità, il giaggiolo la libertà religiosa, quattro rose insieme (per i Curdi) rappresentano l’albero della vita. Il cane spesso è interpretato come il cane sacro che precedette Maometto alla Mecca. Il gallo è il diavolo che protegge il proprietario del tappeto dal malocchio. Il leone e il falcone sono il simbolo di coraggio e gloria, l’airone di lunga vita, il falco di vittoria, il pettine del lavoro e della pulizia.

011 9580145

 
 

340 6408605

 
 

Riceviamo solo su appuntamento

info@antichitafiorio.com

 
 

Hai qualcosa di simile? Contattaci

 

Hai qualcosa di simile? Contattaci

Privacy Policy